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Un cammino yogico

ll mio percorso nello yoga affonda le radici ancora prima della nascita. Mia madre aveva iniziato a praticare durante la gravidanza, intenzionata a prepararsi al parto e ad equilibrare l'emotività quando doveva parlare in pubblico. Si può dire che il primo contatto con lo yoga sia avvenuto nel suo grembo.

Da bambino, come molti coetanei, mi avvicinai alle arti marziali: prima il judo, poi il kung-fu. E fu proprio attraverso queste discipline che scoprii i primi testi sul lavoro interiore.

 

A 17 anni trovai nella libreria di casa un libro dal titolo "Nei-Chia - lo stile interno del Kung-Fu", una sorta di yoga cinese trasmesso da Maître Babacar Khane. Iniziai così, da autodidatta, a praticare alcune sequenze di Asana, che negli anni successivi continuarono a far parte della mia vita.

Yoga

Nel 2014 non riuscii a completare l’esame finale, poiché coincideva con la discussione della tesi di laurea in Ergoterapia.

Cominciai a lavorare perciò in quell'ambito e lo Yoga, per un po’, rimase in sottofondo, presente solo in alcune lezioni occasionali date ad amici.

Ma la pratica personale non si è mai fermata. Anzi, con il tempo si è raffinata: la consapevolezza del corpo, del respiro, del movimento... tutto si è fatto più sottile, più profondo.

Comprendevo sempre più chiaramente quanto il cammino yogico agisse al di là delle parole, trasformando silenziosamente percezione e percorso.

 

Gli insegnamenti di Patanjali si rivelavano ogni giorno più vivi e concreti.

Yoga
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Nel frattempo mia madre era divenuta insegnante di yoga e nel 2001 propose un corso a me e ai miei amici. Lo seguimmo per una stagione, ma in quel periodo la nostra attenzione era altrove: mondanità e vizi convogliavano le nostre menti.

Tuttavia, una voce interiore non smise di spingermi verso una ricerca più profonda.

Poco tempo dopo ripresi perciò a seguire i corsi di mia madre, fino a quando nel 2010 mi consigliò di intraprendere la formazione quadriennale per insegnanti di Viniyoga, secondo l’insegnamento di Maître Claude Maréchal, allievo diretto di T.K.V. Desikachar, figlio del grande Sri Krishnamacharya. Fui seguito dalla Maestra Anna Merra a Varese e iniziai presto a guidare i primi corsi individuali e di gruppo.​

Imparai gli insegnamenti degli Yoga Sutra di Patanjali e imparai, con la metodologia di Desikachar e l'organizzazione e precisione di Maréchal, a integrare il famoso principio di Krishnamacharya "Non è l'allievo che si deve adattare allo Yoga, ma è lo Yoga che si deve adattare all'allievo".

Yoga

Intanto anche  l'esercizio della professione come ergoterapista stava arricchendo ulteriormente i saperi in biologia, neuroscienze, sviluppava la conoscenza umanistica e del Sè. Relazionandomi con persone in sofferenza con malattie o  disturbi vari, la consapevolezza dell'importanza di coltivare la dimensione spirituale si manifestava sempre più vivida.

Qualcosa di meraviglioso si stava compiendo. Iniziavo a capire come integrare lo Yoga nell'Ergoterapia e l'Ergoterapia nello Yoga.

Nel 2024 un nuovo incontro segnò una svolta importante: quello con Swami Joythimayananda, nel suo Ashram a Corinaldo.

Ricevetti un Abyangam che mi toccò nel profondo. Decisi così di iscrivermi alla sua scuola per diventare Operatore in Ayurveda.

Durante la formazione come allievo operatore in ayurveda, e poi ancora più significativamente durante un soggiorno di due mesi in Ashram, ebbi l'opportunità di praticare la Sadhana  quotidianamente al mattino, integrare nuovi strumenti, e accompagnare piccoli gruppi di Yoga sotto la guida di Swami Joythimayananda.

Oggi continuo a praticare e a trasmettere lo Yoga, guidando corsi per principianti e praticanti avanzati, continuo a dare Abyangam a domicilio delle persone, con gratitudine e gioia.

 

Onoro ogni giorno i miei Maestri e tutte le anime che mi sostengono e accompagnano in questo sentiero verso Viveka.

Con fermezza e devozione, Asana, Pranayama, Dhayna, Pratyaksha, Viveka verso il Non Conosciuto.

​Om Shanti Shanti Shanti

Yoga e veda
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